Tre ragazzi per l'orgasmo
- Red Ink Edizioni

- 21 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 22 lug
Mi chiamo Ilaria, ho vent’anni e una natura timida che spesso mi fa arrossire al minimo complimento. Ho i capelli biondi, che porto lunghi e sciolti in morbide onde. I miei occhi sono castani, profondi e curiosi, e il mio viso è punteggiato da leggere lentiggini estive. Sono alta un metro e settantacinque, con un corpo snello e tonico, il seno piccolo e sodo, le gambe lunghe e slanciate.
Quella sera accettai l’invito di Luca a casa di Matteo con un misto di nervosismo e curiosità. L’appartamento era situato al quinto piano di un edificio moderno. Varcai la soglia e fui subito colpita dall’atmosfera acogliente: un ampio soggiorno con un grande divano di pelle nera, luci soffuse e una leggera fragranza di vaniglia e sandalo nell'aria.
Luca mi accolse con un sorriso. Era il mio amico da anni, alto e muscoloso, con occhi verdi che brillavano di complicità. Mi presentò gli altri: Matteo, il padrone di casa, alto, con capelli scuri, occhi azzurri penetranti e un’aria sicura di sé; e Antonio, il più riservato, slanciato e misterioso.
Iniziammo con qualche chiacchiera e un bicchiere di vino rosso. Sentii il calore diffondersi nel mio corpo, sciogliendo ogni tensione.
Matteo si avvicinò per primo. Il suo tocco era delicato mentre mi accarezzava il viso e faceva scivolare le dita tra i miei capelli. Quando le sue labbra sfiorarono le mie, le mani di Luca si posarono sul mio fianco, esplorando ogni curva. Mi girai verso di lui, accogliendo il suo bacio con desiderio. Poi si avvicinò Antonio: le sue mani erano calde sulla mia pelle e la sua timidezza aggiungeva dolcezza all'esperienza.
Matteo mi guidò verso il grande divano di pelle nera. Mi sdraiai, sentendo la pelle fresca del rivestimento contro la schiena calda. Matteo si posizionò sopra di me, baciandomi con passione, mentre Luca mi accarezzava le gambe e Antonio mi baciava la spalla.
Matteo scese con la lingua sino all’ombelico. Indugiò, poi proseguì verso il monte di venere e arrivò alla mia fica, ancora coperta dalle mutandine. Iniziò a leccarla attraverso il tessuto; il respiro caldo mi faceva impazzire. Afferrò con forza le mutandine bagnate di saliva e umori e le strappò senza il minimo sforzo, con i muscoli tesi e pompanti. Rimase un momento a osservare la mia figa, gli occhi carichi di desiderio, poi vi immerse il viso: con la lingua iniziò a lambirne ogni piega, leccando il buco, le grandi labbra, il clitoride.
Luca mi piazzò il cazzo di fronte al viso, invitandomi a succhiarglielo. Antonio mi liberò dal reggiseno: guardò i capezzoli turgidi per l’eccitazione prima di affondare il viso in mezzo alle mie tette, strizzandole con le mani e leccandoli. Continuai a gustarmi il grosso cazzo di Luca: gli leccavo la punta, lo succhiavo, lo infilavo tutto in bocca facendolo scomparire e poi lo tiravo fuori.
Matteo continuava a divorarmi la fica, scopandola con due dita mentre leccava e succhiava il clitoride. Antonio mi mise il cazzo in mano e iniziai a segarlo.
Matteo, sazio della fica, si sedette sul divano e mi invitò a salire su di lui. Afferrai il suo cazzo e lo posizionai davanti alla fica grondante di umori e saliva. Entrò liscio, senza la minima resistenza. Mi riempiva tutta, mi faceva impazzire. Abbandonata all’eccitazione, iniziai a cavalcarlo con foga, gemendo sempre più forte e aggrappandomi alle sue spalle muscolose. Il sapore della mia fica nella sua bocca mi fece eccitare ancora di più. L’orgasmo arrivò con impeto, facendomi gridare dal piacere.
Matteo si distese supino sul divano e mi afferrò, tirandomi sopra di lui. Mi sedetti nuovamente sul suo cazzo, lasciandomi impalare. Questa volta fu lui a muoversi e mi scopò forte, con movimenti abili e decisi. Sentii Luca dietro di me: il suo respiro sul fondoschiena, la sua lingua che mi leccava l’ano. Con le mani aprii le natiche spalancando il buco. Applicò abbondante gel lubrificante, massaggiando l’apertura, poi posizionò il cazzo e premette. L'ano si apriva lentamente adattandosi alle sue dimensioni; era un po' doloroso, ma non lo fermai.
Matteo continuava a scoparmi con foga e il cazzo di Luca ormai era completamente dentro. Mi sentivo piena, riempita in ogni buco. Luca iniziò a scoparmi il culo. Antonio mi mise il cazzo in bocca, soffocando i miei gemiti. Tutti e tre mi scopavano contemporaneamente: Matteo la fica, Luca il culo, Antonio la bocca.
Quando arrivò il secondo orgasmo, fu ancora più violento. Strinsi forte le spalle di Matteo e lanciai un grido soffocato dal cazzo di Antonio. Il mio corpo fu percorso da spasmi incontrollati e iniziai a schizzare umori dalla fica.
Più tardi mi trovai nel letto, ansimante, con la vagina e l’ano pulsanti e grondanti. Aprii la bocca, pronta ad accogliere il seme: tutti e tre, uno alla volta, mi vennero in bocca godendo e ansimando. Succhiai tutto sino all’ultima goccia, sentendoli farsi piccoli tra le mie labbra mentre perdevano tutta la virilità.
Quella sera scoprii un lato di me stessa che non conoscevo. Mi sentivo libera, viva, desiderata. E mentre la notte avanzava, con il respiro affannato e il cuore che batteva forte, sapevo che quella sarebbe stata un'esperienza che avrebbe cambiato la mia vita per sempre.

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